febbraio 14, 2026

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: dove stiamo andando?



Il match tra Cruise e Pitt non è mai avvenuto. Ma il vero scontro – tra industria tradizionale e intelligenza artificiale – è appena iniziato

Hollywood osserva con inquietudine un video di pochi secondi: sul tetto di un palazzo, al tramonto, Tom Cruise e Brad Pitt si affrontano a pugni, scambiandosi battute – con voci indistinguibili da quelle originali – che ironizzano perfino sugli Epstein files. La scena è perfettamente credibile. Ma non è mai accaduta. Il filmato è stato creato con Seedance 2.0, l’ultima versione del modello di generazione video sviluppato da ByteDance, il colosso cinese proprietario di TikTok. Il software, per ora disponibile solo in Cina tramite BytePlus e Dreamina (l’app collegata a CapCut), ha già mostrato un salto di qualità impressionante: maggiore coerenza visiva, movimenti di camera fluidi, volti stabili e la possibilità di caricare immagini, clip e file audio come riferimento.
Il risultato sono video di massimo 15 secondi sempre più realistici. La diffusione dei primi esempi – soprattutto su TikTok e Weibo, poi rimbalzati su X – ha acceso il dibattito. Entusiasmo tra i curiosi, preoccupazione nel mondo del cinema, rabbia tra chi difende il diritto d’autore.
Perché, come tutti i sistemi di intelligenza artificiale generativa, anche Seedance si addestra su enormi archivi di film e programmi coperti da copyright. Stabilire cosa venga usato e in quale misura è quasi impossibile, ma quando in scena compaiono volti celebri o marchi riconoscibili il nodo legale diventa evidente.

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