Di COMITATO 18 GENNAIO
𝗣𝗔𝗥 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗜𝗖𝗜𝗢 𝗧𝗥𝗔𝗦𝗣𝗔𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗘 𝗜𝗠𝗣𝗔𝗥𝗭𝗜𝗔𝗟𝗜𝗧𝗔' 𝗔 𝗦𝗔𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗜𝗡 𝗙𝗜𝗢𝗥𝗘: 𝗟𝗘 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗘 𝗩𝗔𝗟𝗚𝗢𝗡𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜. 𝗔𝗠𝗕𝗥𝗢𝗚𝗜𝗢 𝗘𝗦𝗖𝗜 𝗗𝗔𝗟 𝗡𝗔𝗦𝗖𝗢𝗡𝗗𝗜𝗚𝗟𝗜𝗢!
Prendiamo atto del video diffuso dalla candidata consigliera, l’avvocata Lepera. Al di là dei clamorosi autogol amministrativi, balza subito agli occhi un dato politico insuperabile: 𝗹'𝗮𝘁𝘁𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘃𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗶𝘂𝗴𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝘂𝗰𝗰𝘂𝗿𝗿𝗼.
𝗣𝗿𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗿𝗴𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗶𝗻𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶, 𝗽𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗱𝗼 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮'.
𝗨𝗻 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗶 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮, 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘂𝘀𝗮 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼.
Ma veniamo al merito delle dichiarazioni dell'avvocata Lepera. Da una professionista del foro ci si aspetterebbe rigore e precisione, invece abbiamo assistito a una interpretazione totalmente distorta della normativa, con il chiaro intento di ingenerare confusione e sviare i cittadini dalla realtà.
𝗜𝗻𝘃𝗶𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗴𝗮𝗿𝗯𝗼 𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗹'𝗮𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗟𝗲𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮: 𝘀𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗮 𝗰𝗶𝗼' 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼, 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗹𝗮𝗰𝘂𝗻𝗲 𝗱𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲' 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼' 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗶𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝗶 𝘀𝗶𝗺𝗶𝗹𝗶
Facciamo chiarezza su cosa dice 𝗗𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗢 la legge:
𝟭) 𝗜𝗟 𝗖𝗟𝗔𝗠𝗢𝗥𝗢𝗦𝗢 𝗕𝗟𝗨𝗙𝗙 𝗗𝗘𝗜 𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗟 "𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗜" 𝗦𝗠𝗢𝗡𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘
L’avvocata Lepera tenta una spericolata difesa sostenendo che l'Ambrogio sia libero di pubblicizzare le opere dell'ente perché lo fa attraverso i suoi "canali social privati", affermando che la norma vieti la pubblicità solo attraverso i canali pubblici del Comune.
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗲' 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝘀𝗮𝗹𝗲 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗶𝘁𝗮' 𝗴𝗶𝘂𝗿𝗶𝗱𝗶𝗰𝗮.
𝗟’𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟵, 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗮 𝟭, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗲𝗴𝗴𝗲 𝟮𝟮 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟬𝟬, 𝗻. 𝟮𝟴 (𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗰𝗶𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗮𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝗺𝗯𝗿𝗼𝗴𝗶𝗼) 𝗮𝗳𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘁𝘂𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲:
“𝑫𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒅𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒗𝒐𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒊𝒛𝒊 𝒆𝒍𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒂𝒍𝒊 𝒆 𝒇𝒊𝒏𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒔𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒗𝒐𝒕𝒐, 𝒆' 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒊𝒆𝒕𝒐 𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒆 𝒍𝒆 𝒂𝒎𝒎𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒊 𝒔𝒗𝒐𝒍𝒈𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒂𝒅 𝒆𝒄𝒄𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒆𝒇𝒇𝒆𝒕𝒕𝒖𝒂𝒕𝒆 𝒊𝒏 𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂 𝒊𝒎𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒆𝒅 𝒊𝒏𝒅𝒊𝒔𝒑𝒆𝒏𝒔𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒍'𝒆𝒇𝒇𝒊𝒄𝒂𝒄𝒆 𝒂𝒔𝒔𝒐𝒍𝒗𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒆 𝒇𝒖𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊”.
La norma non fa alcuna distinzione tra canali social privati o pubblici: fa 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗮𝗴𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶.
La 𝗿𝗮𝘁𝗶𝗼 della legge è cristallina:
𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗶 𝘀𝗼𝘃𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗴𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗮𝗴𝗮𝗻𝗱𝗮, 𝗰𝗿𝗲𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗹𝗹𝗲𝗹𝗮 𝗲 𝗮𝗯𝘂𝘀𝗶𝘃𝗮
𝗜𝗺𝗽𝗲𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘃𝗮𝗻𝘁𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗳𝗮𝘃𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶 𝘂𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮𝗻𝘁𝗶, date le innumerevoli facilitazioni, in termini di comunicazione e visibilità, di cui i primi dispongono in via esclusiva e gratuita.
𝗘𝘃𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹'𝘂𝘀𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗻𝗮𝗿𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗮𝗴𝗮𝗻𝗱𝗮.
In sintesi, la legge vieta di pubblicizzare la propria candidatura 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗱𝗼𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗵𝗲. L'attività svolta durante il mandato deve essere messa a conoscenza della cittadinanza solo in forma impersonale tramite l'albo pretorio o i portali informativi dell'ente, 𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗗𝗜𝗥𝗘𝗧𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗗𝗔𝗟 𝗖𝗔𝗡𝗗𝗜𝗗𝗔𝗧𝗢
Le foto e i video parlano da soli e inchiodano l'Ambrogio. Altro che "profili privati", il coniuge usa i beni pubblici come se fossero il set cinematografico dei suoi spot elettorali:

𝘀𝗽𝗼𝘁 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗼𝘀𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗲: entra nei reparti accanto a dirigenti, personale medico e sanitario indicando macchinari medici finanziati con soldi pubblici.

𝗕𝗹𝗶𝘁𝘇 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲: si filma all'interno dell'Ufficio Legale sempre con la dirigente e i documenti dell'ente in bella mostra sui tavoli.

𝗔𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝗿𝗲𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗲: si fa riprendere all'interno della "𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹 𝗥𝗼𝗼𝗺" della Polizia Locale, indicando i monitor della videosorveglianza cittadina.
Cara avvocata Lepera, agli altri candidati a sindaco è permesso entrare nella sala comandi dei Vigili Urbani o negli uffici comunali per girare video elettorali? Assolutamente no.
Questo, gentile avvocata, è un 𝗽𝗮𝗹𝗲𝘀𝗲 𝗮𝗯𝘂𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 che rompe la parità delle armi tra i candidati.
𝟮) 𝗦𝗨𝗜 𝗕𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗢𝗥𝗦𝗢: 𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗟𝗜𝗧𝗔 𝗩𝗘𝗖𝗖𝗛𝗜𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔
La candidata, avvocata Lepera difende la pubblicazione dei bandi per gli "ausiliari del traffico" dicendo che facevano parte della "programmazione".
Nessuno contesta la programmazione, contestiamo la 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮' 𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼. Sbandierare concorsi attesi da anni come anche annunciare posti di lavoro durante le riprese nella "Control room" a soli dieci giorni dalle urne è il classico e cinico tentativo di strumentalizzare il bisogno di lavoro della povera gente a fini clientelari.
Un quadro che URLA vendetta se collegato alla realtà dei fatti: mentre si accelerano i concorsi sotto elezione, 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟭𝟳𝟬 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮' 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗲𝗻 𝗱𝘂𝗲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝘁𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗶𝗼, con i fondi sbloccati miracolosamente solo a pochi giorni dal voto.
Di questo cortocircuito Ambrogio non ha nulla da dire?
𝟯) 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗜𝗡𝗔𝗨𝗚𝗨𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜: 𝗜𝗟 "𝗠𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗘" 𝗡𝗢𝗡 𝗘'𝗨𝗡𝗔 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘
Dire che "𝗹𝗼 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶" o che "𝗹𝗼 𝗳𝗮𝗰𝗲𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗶𝘁𝗼𝗿 𝗶𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼" non è un'argomentazione giuridica, gentile avvocata Lepera, è una misera scusa da prima elementare che non si addice a una professionista. Durante la campagna elettorale le opere si aprono ai cittadini in forma 𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗮, senza passerelle politiche, senza fasce tricolori usate come sponsor e senza selfie di coalizione.
Lei si avventa a giustificare le violazioni dicendo "𝗹𝗼 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶". Ciò dimostra una totale assenza di cultura delle regole.
𝗗𝗜𝗙𝗘𝗡𝗗𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗟𝗔 𝗟𝗘𝗚𝗔𝗟𝗜𝗧𝗔' 𝗘 𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗚𝗡𝗜𝗧𝗔' 𝗗𝗜 𝗦𝗔𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗜𝗡 𝗙𝗜𝗢𝗥𝗘
Respingiamo al mittente le accuse di "attacchi denigratori". Chiedere il rispetto delle Leggi dello Stato e aver depositato un esposto formale al Prefetto di Cosenza è un dovere civico.
La campagna elettorale deve essere un confronto di idee, ma a parità di condizioni, senza saccheggiare la macchina comunale per fare propaganda.
Caro Ambrogio, esci dal tuo nascondiglio e smetti di mandare avanti le candidate della tua lista a fare arrampicate sugli specchi per difendere l'indifendibile. Rispondi alla città:
• Perché usi la Control Room dei Vigili per i tuoi spot?
• Perché i concorsi si fanno a dieci giorni dal voto e gli stipendi si pagano in ritardo solo sotto campagna elettorale?
Noi non attacchiamo le persone, noi difendiamo le istituzioni.
Il tempo dei feudi e dei paraventi è finito.
Comitato 18 Gennaio