ottobre 29, 2026
SGF – POLITICA: il capo dell’opposizione è KO. Sta nascendo una San Giovanni in Fiore diversa.
MAGISTRATURA: le espressioni, i termini e le varie filosofie per delegittimarla.
MAGISTRATURA:
le espressioni, i termini e le varie filosofie per delegittimarla.
Diversi sono
i termini truffaldini, nonché narrazioni e filosofie varie usati da certo
giornalismo, mass media, politici e soggetti vari con campagne stampa mirate a
delegittimare la Magistratura.
Una sorta di
linguaggio viene usato di continuo con espressioni prive di senso e
deformi tendenti a travisare la realtà
dei fatti che ossessivamente ripetute infiltrano la mente dei cittadini come se
fossero logiche e vere.
Così
facendo, ovvio, si crea un certo clima di ostilità nei confronti dei giudici e
della Magistratura.
In sintesi,
qui di seguito, abbiamo voluto elencare, per spiegarci meglio, alcuni termini
ed espressioni truffaldini usati volutamente dagli addetti ai lavori che, il
più delle volte, influenzano la collettività perché spesso, involontariamente,
distratta o inconsapevole.
(L’enorme
potere dei giudici)
Applicare la
legge, costituzionalmente prevista, non è un enorme potere dei giudici, ma è un
loro dovere, è la loro funzione. Comunque sia, definire un enorme potere solo
quello dei giudici, della Magistratura, rispetto agli altri due previsti:
legislativo ed esecutivo, fa sempre un certo effetto, e fa comodo, certamente,
ad un certo tipo di persone.
( Abuso
distorto della custodia cautelare)
Secondo
diversi politicanti, corrotti, giornalisti
e mass media pennivendoli, i giudici utilizzerebbero la custodia
cautelare, nelle diverse forme, per rovinare carriere politiche, far confessare
gli indagati e accusare altri. Falso, non è cosi! Qualcuno ricorderà un qualche giudice che disse : “Noi non li
arrestiamo perché confessino. Noi li arrestiamo e molti confessano”. È chiaro
che la differenza è fortemente sostanziale. Certo, poi se uno, dopo essere
stato arrestato confessa e viene liberato, è
perché non c’è più pericolo di fuga, o di reiterazione del reato o di
inquinamento delle prove. Questo, però, non significa che è innocente, come
tanti vorrebbero far capire accusando di cattiveria i giudici, e il giusto
processo, previsto dalla legge, nei suoi confronti continua. Magari per tutti i
tre gradi di giudizio previsti fino a sentenza definitiva.
(Giustizia
ad orologeria)
Altra
espressione truffaldina. La giustizia ad orologeria non esiste. La Magistratura
non fa politica o sceglie i tempi della giustizia che ad essa fanno comodo.
Esistono i tempi della giustizia in base alla legge ed alle procedure. Questa
espressione, se si ci fa caso, è anche socialmente iniqua, fuorviante e
razzista.
Quando la
giustizia arriva per certuni si grida subito alla giustizia ad orologeria.
Da questa
espressione si ricava, infatti, che politici, dirigenti, potentati e ricchi
vanno lasciati in pace, anche se farabutti e ladroni, mentre dei poveri
cittadini si può fare ciò che si vuole in ogni momento. Nessuno dice mai niente.
Ma per fortuna la Magistratura, in ogni caso, applica semplicemente la legge.
(Urgente
riforma della giustizia)
Di sicuro,
nessuno lo nega, anche la Magistratura non lo nega, e per ciò andrebbe aiutata
dalle istituzioni preposte e dalla stessa politica, esiste un’aberrante
lentezza delle procedure penali e civili, con conseguenti varie distorsioni.
Esiste una certa mancanza di tutela del segreto istruttorio e quindi di tutela
dell’onorabilità di tanti cittadini che vengono coinvolti a qualsiasi titolo in
delle indagini, ma non è in questo senso che tale espressione viene usata.
Oggi,
sfruttando una certa ambiguità e giocando sull’equivoco per confondere la
gente, la “riforma della giustizia” viene attribuita all’attività della
Magistratura, dei giudici, i quali
strariperebbero ed eccederebbero dai compiti che la legge assegna loro.
Ma, sempre oggi, tale attribuzione, è normale, in quanto fino a qualche tempo
fa la giustizia era tenuta a bada dai potenti, era soffocata dai potenti, per
proteggere loro stessi. La giustizia doveva esistere solo per i poveracci. Non
necessitava di alcuna riforma. Per fortuna, da qualche decennio, grazie
all’apprezzamento e alla fiducia dei cittadini nei suoi confronti, la
Magistratura ha preso più coraggio ad applicare la legge com’è suo dovere.
(Giustizialismo)
Il
giustizialismo si ha quando si verifica una rivoluzione o altro sommovimento in
cui si generalizza eccessivamente facendo di ogni erba un fascio, ed il popolo,
o altro potere costituitosi non democraticamente, infligge le pene a suo
piacimento ed arbitrio a coloro che considera responsabili. Ma in un Paese
civile e democratico qual è il nostro, l’applicazione della legge, per la
contraddizione che non consente, non può mai essere “giustizialismo”. È
semplicemente giustizia. In diversi casi i giustizialisti non sono i giudici
come si vuol fare credere, ma semmai sono una certa stampa e tanti giornali che
si accaniscono sulle persone indagate, e magari, poi, cambiando idea, per
convenienza, spesso, sono la stessa stampa e gli stessi giornali che gridano al
giustizialismo della Magistratura.
(Garantismo)
È il
massimo, o se preferite, il "Top", di tutte le parole truffa. Con
tale termine si intende un’applicazione della legge che non violi i diritti
dell’indagato. Ma non esiste
un’applicazione della legge garantista e una non garantista. Esiste
l’applicazione della legge. Punto! E se si violano i diritti di un indagato,
non si viola il “garantismo”, che non esiste, ma la legge. Ed è per questo che
nel nostro ordinamento giudiziario e in un Paese civile qual è sempre l’Italia,
esistono tre gradi di giudizio ed altri organismi di controllo. E anche e
proprio perché l’errore, nonché la corruzione, sono insiti nell’uomo. Tuttavia è chiaro che
ognuno è libero di non condividere una sentenza in base alla propria coscienza,
conoscenze dei fatti e sensibilità, ma essa va rispettata, almeno in una
democrazia qual è quella, sempre, italiana.
Infine è
altrettanto chiaro che con certe
narrazioni e filosofie varie, si vorrebbe far credere che esista
un’applicazione della legge diversa da quella a cui sono obbligati e si devono
attenere i giudici.
Tutto ciò,
ovvio, per gettare discredito e creare profondi sentimenti di avversione nei confronti della
Magistratura rendendola invisa alla popolazione.
SGF IN
PIAZZA
FONTE - MASSIMO FINI (Scrittore e giornalista)
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