In questi ultimi quattro anni di nuova gestione e governo sangiovannesi (abbiamo fatto un po’ di conti) sono stati intercettati quasi 50 Milioni di euro. Sì, ci avviciniamo ai 50 Milioni di euro.
Con una tale cifra, per opere pubbliche, progetti, costruzioni, studi, riparazioni viabilità e migliorie di ogni sorta, dovevamo vedere una San Giovanni in Fiore nuova e vincente.
All’inizio si invitava a lasciar lavorare la nuova “governance” per poi giudicarla alla fine. Ebbene, sono passati già quattro anni e purtroppo della San Giovanni in Fiore nuova e vincente neanche l’ombra. È solo UNA REALTÀ VIRTUALE.
C’è un altro anno di tempo e chissà se accadrà il miracolo.
Tuttavia, a suo modo, l’attuale “governance” ha una sua lettura avvincente, perché comica dall’inizio alla fine.
Sì perché si sostengono cose lunari come ponti, ecovie, rotonde, itinerari cicloturistici, piste ciclabili e chi più ne ha più ne metta.
La realtà, ahinoi, purtroppo, è appena diversa dalla seguente celebrazione infantile e puerile.
Si narra che i turisti siano aumentati di migliaia e migliaia di presenze grazie alla riscoperta di cunicoli (antichi "acquari" poi diventati, purtroppo, delle fogne in piena quando piove un po’), facendo aumentare il giro economico locale.
Abbiamo, prima di tutto, dei servizi pubblici che sono al TOP.
Abbiamo una sanità pubblica efficientissima, nonché un ospedale pubblico all’avanguardia dotato di ogni reparto e servizio di sorta.
I LEA sono al TOP.
L’ambiente è saluberrimo, tutelato e rispettato al massimo in ogni angolo del territorio e non si vede mai un topo o un cane randagio in giro nel centro urbano né mini discariche sparse.
Grazie alle nuove opere la viabilità è perfetta e le strade cittadine sono accuditissime e organizzatissime dove guidare, parcheggiare e fare shopping è una meraviglia.
Artigiani, commercianti, imprenditori e professionisti di ogni genere hanno aumentato i loro incassi notevolmente. Le domande per la riapertura di tante altre attività economiche e uffici per esercitare varie professioni ecc., sono fortemente in crescita.
I cittadini emigrati, anziani e tanti giovani diplomati e laureati andati fuori per i più disparati motivi stanno rientrando perché, oltre a sentirsi più sicuri e tutelati dal punto di vista dei servizi sanitari, si sono create le condizioni per nuovi posti di lavoro e attività varie con un’inversione di tendenza circa lo spopolamento e quindi un rilancio per un incremento della natalità e della popolazione.
Di qui la necessità di costruire nuovi asili nido.
In definitiva abbiamo questa nuova “governance” che è lo specchio del buon padre di famiglia e della buona madre tenera, parsimoniosa, responsabile e affettuosa verso, indistintamente, tutti i suoi figli per un futuro tenore di vita al TOP.
Una nuova “governance” colma di democrazia, di informazione, di trasparenza, di dialogo con le istituzioni ecc., costituendo un esempio e un modello politico-amministrativo per tutte le altre realtà, per il raggiungimento del vero bene comune.
E ci fermiamo qui.
Però, poi alla fine, ti guardi intorno e vedi la peggior “governance” di sempre con una comunità in fase di decadenza. È sotto gli occhi di tutti!
Ma, malgrado vi siano state amministrazioni comunali i cui membri erano degli arroganti scappati di casa, e li conosciamo uno per uno, è sempre colpa di chi ha governato questo paese in passato. Il solito mantra di chi, incapace di amministrare seriamente una comunità, vuole giustificare i propri fallimenti, insuccessi e disastri.
Ci fosse una volta che si dica, o qualcuno mai che dica: “Vi abbiamo promesso di tutto e di più in campagna elettorale, ma anche all’inizio della nuova gestione della “res publica”, perché avevamo intuito che per vincere e farci amare bisognava prendervi in giro, e visto e considerato come sono andate le cose, tutto sommato ci è andata bene. È stata, persino, una cosa facile. E adesso? Beh, adesso vi arrangiate! E pensatela come volete!”
Sarebbe forse un po’ crudele e irriguardoso, ma se non altro, per una volta, ne apprezzeremmo la franchezza nonché l’onestà intellettuale.
SGF IN PIAZZA
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