In questi giorni drammatici, dopo la tragedia del nostro caro concittadino per mancanza di servizi di emergenza /urgenza, si srotola sui social un VIDEO SPOT con cui si propaganda e si fa vedere l’atterraggio di un elisoccorso salvavita per San Giovanni in Fiore.
A parte lo spreco di risorse pubbliche per uno spot del genere, la cosa preoccupante è che ormai si strumentalizza anche il dolore pur di fare infima propaganda.
In un’alternanza di gioia e battimano, per i gonzi, e di dolore e frustrazione per la maggior parte della popolazione, nonché e soprattutto per quei genitori e famigliari delle vittime a causa di una mancata sanità di emergenza/urgenza, veniva percepito il diverso destino dei propri cari.
Da una parte, forse, saremo tutti felici e salvi con l’elisoccorso e dall’altra parte solo dolore in un atroce contrasto di opposti sentimenti: perché, allora, non si sono salvate delle vite umane? Perché non si sono salvati i nostri cari?
DAVVERO UN BIASIMEVOLE SPOT SUL DOLORE, SULLA SOFFERENZA, SUL TORMENTO!
Irrompere in una comunità, prostrata dal dolore, con la consueta e ottusa volgarità è davvero una contaminazione indecente, spudorata e disgustosa!
Possibile che nessuno si sia reso conto dell’assoluta inopportunità di mandare sui social, e non solo, tale spot in questo momento?
Possibile che la sete di potere, pur di mantenere il potere, debba prevalere sempre su tutto, sia autorizzata a calpestare tutto, anche i sentimenti più intimi ed elementari?
Non si poteva rinunciare a tale spot?
La propaganda, lo sappiamo, è il motore di questa società, ma non può esserne il cuore, né sostituirlo.
Ci sono, nella vita, in qualsiasi attività umana, in qualsiasi ambizione o arrivismo, in qualsiasi cattiveria, momenti in cui anche la propaganda, anche la triviale propaganda, per quanto lucrosa ed efficace, ha il dovere di fermarsi e cedere il passo! Il passo alla decenza, al rispetto, alla dignità, al pudore e, soprattutto, al dolore!
Sarebbe necessario che si comprendesse che in certi momenti il contrasto blasfemo, fra la realtà delle tragedie e il mondo virtuale e incosciente della propaganda, offende la dignità umana, offende i cittadini, le persone, le famiglie, i genitori, e lo stesso tentativo di dimostrare che ci sia un, per noi finto, illusorio e non reale, programma per migliorare la sanità locale, viene svilito a losca speculazione.
Ma più di tutti, forse, erano quei signori e signore, che per l’occasione avevano indossato i loro aspetti più gai, gioiosi, sorridenti e festosi a dover capire che in tal modo il loro SPOT DI ATTERRAGGIO diventava UN BECERO SPOT SUL DOLORE!
SGF IN PIAZZA
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