Già qualche mese dopo dal suo insediamento avevamo evidenziato come l’attuale amministrazione comunale fosse del tutto estranea alla storia politica del nostro paese, ai valori e alle idealità intorno ai quali esso è cresciuto nell’arco di qualche decennio.
Per questa ragione il suo fallimento rappresentato dal peggioramento delle condizioni economiche, politiche, culturali e sociali non ci sorprende, ma neppure ci rallegra, perché la ferita inferta al paese è abbastanza profonda e la cicatrice non scomparirà facilmente.
Il fallimento di questi ultimi cinque anni e passa dell’attuale amministrazione, divisiva e conflittuale nei confronti della società sangiovannese, è il risultato di una doppia inadeguatezza: quella del primo cittadino e quella della sua squadra in giunta, con l’inopportuno, ma conveniente, siluramento di alcuni suoi membri, e in consiglio comunale.
E che dire degli scontri con diverse realtà istituzionali, sociali, associative e di categoria del paese?
Resta vivo nella memoria di questa manciata d’anni l’azzeramento dei contributi alla cultura e lo scontro con commercianti e cittadini causa la chiusura del paese con un’inservibile e superflua ZTL.
Resta viva la maggior parte delle spese fuori paese, penalizzando quel poco di economia locale.
Resta vivo il rifiuto all’accesso a diversi atti, per la trasparenza, richiesto più volte da parte del Comitato Aperto 18 Gennaio e cittadini contribuenti.
Come restano vivi le mai realizzate opere pubbliche promesse o progetti di restauro già avviati e stravolti insieme alle questioni non risolte di dissesto idrogeologico e al non rispetto e alla non salvaguardia dell’ambiente con ulteriori deterioramento, degrado e inquinamento del territorio.
Ancora più clamorosa è apparsa l’inadeguatezza politica e amministrativa dell’attuale maggioranza. Partiti e consiglieri comunali hanno offerto un contributo nullo sia al confronto interno al consiglio comunale sia al dibattito cittadino sulle grandi questioni di questi anni: la sanità e l’ospedale cittadino in primis, nonché il lavoro, la fuga dei giovani, il trasporto pubblico, un ingiustificato sperpero di denaro pubblico e una rete stradale urbana impraticabile solo per citarne altre.
Una maggioranza costituita da consiglieri comunali privi di esperienza amministrativa ed estranei, per provenienza, formazione e professione, alla tradizione delle forze politiche che dal dopoguerra hanno governato il nostro paese.
Una maggioranza senza alcuna idea di comunità, senza alcuna consapevolezza della sua storia, della sua identità e della sua potenzialità, senza alcuno strumento e preparazione per imbastire un sia pur minimo valido progetto di medio-lungo periodo.
Fortunatamente, oggi, c’è una forte e crescente opposizione nella nostra collettività, costituita da diverse forze politiche e civili, associazioni e comitati di ogni estrazione e appartenenza, con persone e professionisti quotati e di spessore, nonché con la consapevolezza e lo scopo principale di mandare via l’attuale perniciosa gestione della cosa pubblica e porre fine a questa negativa e disastrosa esperienza.
Il giorno del “redde rationem” è quasi arrivato!
SGF IN PIAZZA
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