C’è una tristezza velata nell’aria. La si respira e la si legge nei volti delle persone che incontri. È dignitosa, invisibile, decorosa, nobile, ma nello stesso tempo lacerante e con senso di vuoto allo stomaco.
Tanti cari amici, parenti, figli, famiglie, nipoti e oggi anche anziani e pensionati, dopo giorni e qualche settimana di ferie stanno ripartendo.
Tra ieri e oggi, e nei prossimi giorni, si sta completando la ripartenza. Stanno lasciando il paese.
Un senso di cupa malinconia pervade gli animi. A volte anche il cuore si spezza.
Osservare la chiusura di tutte quelle finestre, balconi, persiane, imposte e porte di tante case, che qualche giorno prima erano aperti, di sera pieni di luce e di vita, fa un certo effetto, influendo sullo stato d’animo.
E la tristezza ti assale! E una specie di silenzio, tutto ad un tratto, piomba sulla comunità.
È una situazione ciclica sin dalla notte dei tempi. E nulla pare sia cambiato. E non solo a San Giovanni in Fiore!
Nonni, padri, figli, nipoti eccetera, pare abbiano sempre la stessa sorte. E, oggi, andare via con bagagli culturali, formazione e preparazione di alti e altissimi livelli è ancora più mesto e doloroso!
Lo spopolamento continua, anzi, forse, aumenta!
Ora, a parte gli ultimi sei anni di gestione della cosa pubblica con cui il paese è stato letteralmente affossato sotto i tanti punti di vista, non vogliamo puntare il dito contro qualcuno in particolare, ma forse, anche se la nostra sarà un’utopia, riteniamo che la politica, almeno a livello regionale e nazionale, aiutando le amministrazioni comunali locali, debba creare le condizioni, le opportunità, le strategie, piani, programmi e metodi affinché chi lo desideri possa rimanere o rientrare nella sua terra, nella sua comunità, nel suo paese, nel suo borgo con tutti i servizi pubblici annessi e connessi!
Si chiede troppo? Sarà!
Intanto si festeggia, si celebra e si osanna un’infruttuosa longevità del potere, inneggiando a stabilità, lavoro, servizi, risposte, sogni e risoluzione dei problemi.
Mentre la RIPARTENZA e la TRISTEZZA, specialmente dalle nostre parti, continuano…
E secondo i nuovi dati del Ministero del Lavoro, per la Cgia (Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre CGIA) le città e i territori calabresi sono ultimi per occupazione, per retribuzioni e produttività, rimanendo alto il tasso di inattività e persistendo problemi strutturali nel mercato del lavoro locale.
SGF IN PIAZZA
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