Rispetto alle vicende di questi giorni piombate nella nostra comunità qualcuno, pur di far apparire la cosa meno grave, o forse più leggera da sopportare per qualcun altro, pensa di rendere tali vicende come una cosa che farebbe male alla comunità, in quanto la comunità passerebbe o si presenterebbe, agli occhi dei tanti, come una comunità mafiosa.
Non solo, pensa di trasformare tali vicende come un “mal comune”, facendo preoccupare la comunità, pensando ancora di renderla complice di eventuali responsabilità personali e quindi far perdere la faccia a tutta la sua popolazione.
E no, cari mistificatori! Non è così!
La comunità non c’entra proprio nulla!
Il fatto che qualcuno, qualche nobile istituzione abbia deciso di fare, realmente, chiarezza su tante cose, semmai è il contrario: la comunità ne esce rafforzata, stimata e apprezzata!
Semmai la comunità sangiovannese sarebbe, eventualmente, VITTIMA di tali vicende!
In ogni caso “mal comune” NON FA “mezzo gaudio”!
Non lo fa almeno per i cittadini, che delle malversazioni, sempre eventualmente, sarebbero le vittime.
Perché se in un Comune c’è illegalità non è un problema della comunità, della sua gente, dei suoi cittadini, ma è la comunità che ne subisce le conseguenze.
E la comunità non diventa una comunità mafiosa, e non è un problema dei cittadini, è un problema di chi, sempre eventualmente, quella illegalità la commette.
Per la comunità, ovvio, sarebbero solo danni, e non il marchio, il segno o il distintivo per essere presentata come una comunità mafiosa.
Non è la comunità che diventerebbe mafiosa, ma sarebbero dei mascalzoni quelle singole persone che svolgono ruoli pubblici e che corrompono la società, costringendo i cittadini a sottoporsi alle eventuali loro logiche clientelari e mafiose.
Perché questo problema di moralità riguarda, ahinoi, spesso e volentieri, i pubblici amministratori in quanto si trovano nella condizione ideale per attirare faccendieri, arrivisti, affaristi, farabutti e imbroglioni, non facendo nulla, ma proprio nulla, per tenere tali lestofanti fuori dal Tempio.
E spesso accade che tanti pubblici amministratori sono attenti agli amici degli amici, agli arrampicatori sociali e rampanti d’ogni risma e troppo poco ai “BISOGNI” della comunità e dei cittadini.
Ed è così che si rompe quel patto sociale della comunità in cui vi sono i sacrosanti diritti sociali tra cui quello imprescindibile per la libertà e la democrazia di poter essere cittadini onesti e indipendenti senza doversi schierare sotto le bandiere di moderni feudatari.
Basta raccontare e scrivere sciocchezze in modo così ipocrita, nascondendosi dietro a una maschera di bontà, onestà e correttezza!
SGF IN PIAZZA

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