Non è l'anno nuovo che fa nuova la politica: sono le persone, i cittadini consapevoli!
Un anno nuovo per una vera politica nuova non può essere solo un augurio un po’ scontato, ma dovrebbe essere, anzi, oggi, l’augurio è diventato, per San Giovanni in Fiore, una necessità.
Una necessità per liberarci da una quasi sentenza! Una quasi sentenza, senza quasi una possibilità di appello, emessa chiaramente da un tipo di gestione della cosa pubblica che è storia degli ultimi anni, lasciandoci disastri e ferite aperte che esso ha prodotto.
Molte di queste ferite sono state inferte dalle scelte di una politica, per certi versi, sconsiderata, ma non mancano anche quelle frutto di una tenace gestione autolesionistica a cui degli attori hanno dato un determinato sostegno e avallo, producendo le ferite più profonde e pericolose.
Tuttavia, la cosa non ha sorpreso più di tanto. Si era già intuito, sin dall’inizio, quello che poi sarebbe accaduto e gli atti e i fatti lo hanno dimostrato e confermato ancora di più in quest’ultimo anno appena andato via.
In tutto questo, l’attuale governo locale ha potuto avvalersi di complici sia all’interno sia all’esterno di esso, alcuni con maschera, ma anche fiancheggiatori, acrobati, gregari e adepti nonché fan e applauditori, ormai in numero ridottissimo, che hanno agito e agiscono, a volte senza pudore, a volto scoperto.
Purtroppo, tra i vari responsabili di una politica fallimentare c’è stato anche chi ha avuto un minimo di dignità e coerenza senza, però, riuscire a trovare il coraggio necessario e le alleanze efficaci per rispondere all’arroganza di chi ha imposto tirannicamente la propria volontà.
Per fortuna quella sangiovannese è una popolazione resiliente, responsabile, attenta e oggi più conscia e viva del previsto di quanto non possa sembrare.
Una popolazione forte per la straordinaria storia di una collettività e civiltà con cittadini saldamente democratici e fieri con una ritrovata attenzione alla salvaguardia della comunità, della sua legalità, trasparenza e democrazia che alcuni nemmeno sognano.
Può nascere di qui la nuova politica locale, anche grazie alla preziosa eredità e cultura di illustri storici personaggi politici locali nonché, oggi, al contributo di figure politiche, tecniche, professionali, combattive, positive, necessarie e pregevoli alle quali va volto lo sguardo con ammirazione, rispetto e riconoscenza.
La comunità è stanca, certo, ma questo nuovo anno potrebbe essere l’anno della svolta.
E per esserlo bisogna guardare, con coraggio, la verità, perché, sostanzialmente, non è l’anno nuovo che fa la nuova politica, ma le persone, i cittadini!
Sono le scelte quotidiane, piccole e concrete, che danno forma alla comunità, al paese.
Ma cambiare davvero richiede fatica, coerenza, rinunce. Richiede buon senso. E il buon senso, oggi, è merce rara.
La nostra comunità sta vivendo tempi in cui l’apparenza ha preso il posto della sostanza, dove il cambiamento viene raccontato, celebrato, fotografato, ma raramente vissuto.
Spesso siamo più abituati a proclamare buoni propositi che a compiere azioni, per noi scomode, che possano concretizzarli.
Perché agire davvero significa spesso uscire da una zona di “comfort”, dal così la pensano tutti, dal non mi interessa nulla.
Non possiamo più pensare di contribuire a scrivere il futuro del nostro paese con l’indifferenza.
Certo, il punto non è smettere di sperare in un futuro, in un miglioramento, in una rinascita!
Il punto è smettere di raccontarcela con illusioni a buon mercato, con auguri strillati e poi subito dimenticati!
Se l’anno nuovo deve avere un significato, un motivo, uno scopo, diamoglielo noi! Con i fatti e la responsabilità, invece della comoda passività, del non mi interessa nulla!
Perché il futuro non lo scrivono i calendari, i nuovi anni, i fuochi d’artificio, gli effetti di luci colorate, le perenni luminarie, le kermesse ecc., lo scriviamo noi, con le nostre scelte e la nostra sensibilità!
SGF IN PIAZZA
Nessun commento:
Posta un commento