maggio 09, 2026

LETTERA APERTA AI CONCITTADINI DI SAN GIOVANNI IN FIORE

 



Di Salvatore Belcastro - Chirurgo

Cari concittadini,
mi permetto di scrivere pubblicamente a tutti perché amo il mio paese e mi duole vedere il caos della competizione elettorale per eleggere la nuova amministrazione, che porta a sbranarsi a vicenda. Oggi sono di moda i video a scopo di propaganda, ma sono fatti di parole, che, nella maggior parte dei casi vanno via col vento. Preferisco scrivere, lo scritto resta.
È il momento di FARE I CONTI CON L’AMMINISTRAZIONE SUCCURRO, che è stata molto discussa durante l’intera sindacatura. A mio avviso, l’episodio più discutibile che mi porta a esprimere un giudizio negativo è stato l’ultimo, che getta discredito su tutti i cinque anni. Mi riferisco all’indecorosa operazione attuata nel dicembre scorso dalla Sindaca, che ha consentito di nominare assessore (esterno, non eletto) il marito, Marco Ambrogio, (atto opinabile sul piano della legittimità legale, certamente inopportuno, ma nessuno l’ha impugnato al TAR, quindi l’operazione andò in porto). La famiglia Succurro voleva la continuità amministrativa, e infatti, oggi il signor Ambrogio propone la sua candidatura a sindaco.
È evidente l’interesse di mantenere il controllo dei conti inerenti alla amministrazione dei 5 anni trascorsi, di tener le mani sugli appalti futuri (speriamo senza tornaconti personali), di assaporare il gusto del comando e dei salamelecchi degli amministrati, i quali inseguono, come al solito, la ben nota politica “del gradino di casa”.
La strategia del piccolo cabotaggio emerge anche dalle numerosissime candidature al consiglio comunale nelle liste a lui associate (centosessanta persone!).
Tutto questo, cari concittadini, non è assolutamente normale!
Non posso, però, fare a meno di sottolineare, con rammarico, la debole risposta strategica del paese alla criticata gestione Succurro-Ambrogio degli ultimi 5 anni.
Tre candidati a sindaco, alternativi ad Ambrogio sono un serio rischio d’inciampo dell’alternativa stessa:
1) Perché emerge disunione nell’obiettivo di scaricare la famiglia Succurro-Ambrogio. E viene il dubbio che non tutti i candidati nelle loro liste la vogliano.
2) Perché evidenzia un mal celato individualismo nella corsa alla poltrona, forse per piccoli tornaconti personali o di gruppo, mascherati da interesse per il paese, visto che i tre candidati propongono programmi alternativi simili tra essi, se non sovrapponibili.
3) Perché domina il narcisismo individuale di qualcuno.
Non voglio elencare altri motivi (ce ne sarebbero), ma annoto di seguito un paio di osservazioni più generali.
Uno dei grandi problemi di San Giovanni in Fiore è il degrado a cui è giunta l’assistenza sanitaria: l’ospedale è quasi completamente disattivato, la gestione delle urgenze-emergenze è quasi inesistente. Ricordiamo tutti il caso di Serafino. Dove sono, oggi, quelli che manifestarono con lo slogan “Siamo tutti Serafino”? Erano migliaia. Eppure, da allora nulla è sostanzialmente cambiato, l’assistenza sanitaria in urgenza-emergenza a San Giovanni in Fiore è ancora critica, né potrà essere garantita dall’ipotetica ulteriore gestione Ambrogio-Succurro, sostanzialmente allineata alla linea politica regionale, che la nega. Non ci sono medici e il territorio ne soffre l’assenza.
Ci sono molte contraddizioni in questa campagna elettorale.
Tra i candidati a sindaco qualcuno si ripresenta alla popolazione, nonostante questa in precedenza abbia negato la fiducia. Oggi gli concederanno la fiducia? Vedremo.
A chi, invece, rappresenta i partiti tradizionali vorrei ricordare che sono estinti, le sedi logistiche in paese sono chiuse da molti anni e non ci sono personalità referenti credibili. Che programmi propongono i partiti tradizionali per San Giovanni in Fiore? Sui giovani che emigrano, sulla sanità. Speriamo bene, e in bocca al lupo.
Non vi sembra, però, che ci siano troppi segnali di debolezza nella strategia che propone l’alternativa ad Ambrogio?
A questo punto, però, freno il mio pessimismo, perché occorre essere costruttivi e bisogna cercare il bene del paese. Giuseppe Belcastro si ripresenta alla popolazione a testa alta: nella sua precedente sindacatura (2014-2020) ha risanato il comune dal dissesto economico-finanziario in cui l’ha trovato, ha avviato correttamente e con successo lo smaltimento differenziato dei rifiuti solidi, ha gestito l’amministrazione con etica rigorosa. Sulla sanità non è riuscito ad agire, ma aveva davanti l’insormontabile muro dei commissari regionali. Mi pare che oggi sia disposto a battersi, infatti ha annunciato la volontà di dar battaglia per la sanità. Ha sottolineato il progetto di lavorare per i giovani e per le persone più fragili. Nella sua lista sono candidati a consiglieri persone sulla stessa linea, che potrebbero aiutare a sollevare la dignità della comunità nella prossima amministrazione, di battersi per rendere più efficiente la sanità.
Senza nulla togliere alle capacità degli altri, personalmente voterei Pino.
Amare il paese significa volere il suo bene.

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