novembre 30, 2025

VIRTUALITÀ E REALTÀ

 

La Corte dei Conti ha bocciato il progetto del Ponte sullo Stretto.
Ma più che “bocciato” lo ha “STRONCATO”, letteralmente!
Per chi non ne avesse cognizione la Corte dei Conti è un organo di rilievo costituzionale, con funzioni di controllo finanziario e giurisdizionale, previsto dagli articoli 100 e 103 della Costituzione italiana, che la ricomprende tra gli organi ausiliari del Governo.
Con le motivazioni della stroncatura del Ponte sullo Stretto, la Corte dei Conti ha demolito, pezzo per pezzo, il progetto perché il Governo ha violato norme, leggi, principi e regole, sia italiani che europei, per quanto riguarda l’ambiente e gli appalti, saltando, persino, i pareri previsti sempre dalla legge.
La Corte, in particolare, evidenzia la violazione della direttiva Habitat (pilastro della normativa dell'Unione Europea per la conservazione della natura e della biodiversità) sulla tutela degli ecosistemi, la violazione della direttiva appalti, perché il progetto è stato modificato strada facendo, e la violazione degli articoli 43 e 37 del decreto-legge n. 201 del 2011, riguardante la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici, per la mancata acquisizione del parere dell’Autorità dei Trasporti sul piano tariffario.
In definitiva, pensate un po', si voleva realizzare un’opera da circa 14 miliardi di euro senza il rispetto della normativa di base.
E, come previsto, oggi, tutto si frantuma irrimediabilmente. E la colpa è sempre degli altri.
Ora, è chiaro che tutto ciò è una sconfitta politico-amministrativa del Governo centrale e dei suoi ministri, dei presidenti delle regioni Calabria e Sicilia, favorevoli alla realizzazione dell’opera, nonché di tutti quelli che hanno sempre inneggiato alla costruzione di un Ponte sullo Stretto.
In un Paese serio, retto, con senso di responsabilità, correttezza e quindi degno di credibilità, fiducia e stima, dopo una tale stroncatura così netta, un governo centrale, i suoi ministri, insieme ai presidenti di regione ecc., che violano norme europee, italiane, ambientali e senza, persino, considerare pareri obbligatori, si dimetterebbero dopo un secondo.
FIGURIAMOCI!
Il Ponte sullo Stretto è e rimarrà virtuale, le responsabilità, invece, sono tutte reali e sono tutte loro!
Mentre per anni e anni, e anni…, vi è stato solo uno spreco di risorse che potevano essere, invece, utilizzate per le tante serie priorità.
BASTA SPRECHI!

SGF IN PIAZZA

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