gennaio 17, 2026

IL CORAGGIO DELLA VERITÀ!

Ma va detto che se la politica, ad ogni livello, chi rappresenta le pubbliche istituzioni con ogni egoismo di sorta, insieme a tutti noi cittadini che abbiamo tantissime altre colpe, non saremo realmente responsabili verso il bene comune, il bene collettivo, il bene delle comunità, dei territori e delle popolazioni, saremo, invece, costretti, prima o poi, ma più prima che poi, ad andare tutti via: politici e non, ricchi e poveri, buoni e cattivi, uomini e donne, giovani e anziani eccetera eccetera!
Altro che rientro!
SGF IN PIAZZA

Di Gioacchino Ciriaco
Prima ci hanno CACCIATI
Ora ci vorrebbero indietro. La bocca si impasta a sale a sentire la retorica delle chiamate di un sistema politico che ci ha fatto andar via.
Che siamo medici, ingegneri, professori, operai, falegnami, oss, postini, pastori, pizzaioli, camerieri. Le classi dirigenti hanno lavorato incessantemente per costringerci alla fuga, ora, a giro, vorrebbero indietro quelli fra noi che sono utili a tappargli una falla, a risolvergli un problema per permettergli di stare a galla, per potersi far passare come salvatori della patria.
Noi non è che non torniamo perché vogliamo un prezzo più alto, non rientriamo perché non ci va di finire nuovamente dentro le sabbie mobili di una terra fatta a cerchie, clan , famiglie, che o sei con loro o non sei.
Per tornare, per smettere di andar via, c'è bisogno che si faccia da parte il sistema di potere che ha prodotto sottosviluppo, esodi, che ha trasformato la Calabria in una terra di servizio a uso e consumo altrui.
E ovviamente grandissima colpa abbiamo noi cacciati, perché è chiaro che non si sia lottato per quanto la Calabria merita. Ma pure che il coraggio non lo abbiamo avuto per battagliare, almeno manteniamo la dignità di non farci sbeffeggiare, perché è chiaro che l'umanità si salva fintanto che qualcuno non ragioni in termini di soldi.

gennaio 16, 2026

CULTURA - LETTERATURA GRECA

 

Di Luciano Canfora - Filologo classico, grecista, storico e saggista italiano.
Al personaggio di Tucidide si attribuiscono, e con giusta ragione, diversi primati. Non si conoscono con esattezza le date di nascita e morte. Essendo stato capo militare nel ‘Collegio dei dieci strateghi’, nell’anno 424 a.C. doveva avere all’incirca trent’anni, per cui possiamo far risalire la sua nascita intorno all’anno 460 a.C. È morto ben dopo la fine della guerra tra Sparta e Atene: un’epigrafe studiata di recente dimostra che era vivo almeno nel 397 a.C., quindi diversi anni dopo la caduta di Atene.
La sua vita è messa in relazione con la guerra tra Sparta e Atene - durata 27 anni, dal 431 al 404 a.C.- perché l’opera alla quale si è dedicato per tutta la vita racconta esattamente quel conflitto. A noi sono giunti otto libri - una divisione nata tuttavia solo in epoca alessandrina. Il racconto non arriva alla fine del conflitto ma ne racconta la gran parte: in alcune pagine dimostra di sapere come è andata a finire e suggerisce le cause della sconfitta e della distruzione dell’Impero ateniese.
La rilfessione storiografica e le cause delle guerre. Tutta la riflessione storiografica sulle cause dello scoppio di una guerra, sull’impossibilità di additare un solo responsabile, nasce dalla consapevolezza della grandezza e dell’unicità dell’Impero ateniese.
Chi era Tucidide? Aveva origini trace, un mondo marginale rispetto ad Atene. Il padre – che certamente aveva ed ha trasmesso al figlio la cittadinanza ateniese – sarebbe stato proprietario o forse gestore delle miniere d’oro della Tracia su cui si estendeva l’egemonia politica di Atene. Semplificando, era l’uomo che forniva oro alla città. Fa parte dell’élite più elevata della piramide sociale nella misura in cui il fondamento della forza economica della città è il suo tesoro.
Un Impero nato alla fine della Seconda guerra persiana e finito con la sconfitta del 404 a.C. Un Impero che nasce come realtà paritetica tra alleati ma in cui ben presto si impone l’egemonia della città dominante su quelle subalterne che pagano tributi o forniscono navi.
Questo apparato politico-economico si fonda sull’alleanza dei ceti dominanti delle città. Ad Atene domina la parte popolare dei liberi, il «demo» (da qui ‘democrazia’ come sistema politico), e l’analogo domina nelle città alleate. Spesso si tratta di minoranze numeriche. Le città alleate tentano di ribellarsi, liquidano il governo democratico, si alleano con Sparta: ma Atene interviene con la sua temibile flotta e dopo un guerra – talvolta dura come quella con l’isola di Samo – piega la resistenza e riporta l’alleato dentro l’Impero.
Le forme di governo.
Tucidide ha riflettuto su tutto questo ponendosi il problema principe: qual è la migliore forma di governo? Ha analizzato in maniera critica il meccanismo democratico: ha apprezzato Pericle, del quale ha ascoltato le parole, perché ha saputo trasformare la democrazia in un regime monarchico in cui il leader più capace guida il sistema. Secondo Tucidide si tratta di una democrazia solo a parole, di fatto una monarchia: lui dice «il governo di un uomo».
Nel corso della sua vita, Tucidide ha fatto esperienza anche di un’altra modalità della politica ateniese, l’oligarchia. Nell’anno 411 a.C. gli oligarchi che detestano e tentano di colpire la democrazia – sperando nell’aiuto spartano – prendono il potere ad Atene. È un disastro: governano per quattro mesi e scoppia una guerra civile, o quasi, al termine della quale si determina un regime misto.
Tucidide fa un elogio di questa forma di governo, in parte democratico e in parte oligarchico, fondata su una limitazione della cittadinanza. Non più tutti i maschi liberi in età militare sono considerati cittadini: sarebbero teoricamente 30mila, ma soltanto 5 mila benestanti. Questo, per lui, sarebbe il regime ottimo e lo dice esplicitamente in un passo dell’ottavo libro. Salvo rendersi conto che si tratta di un equilibrio instabile, che determina la liquidazione dell’Impero. Così, in un capitolo memorabile del secondo libro (scritto però molto dopo) sulla figura di Pericle ripiega sulla «democrazia guidata» da un leader molto forte che tuteli l’Impero e spieghi al demo che la guerra, sebbene dolorosa, va affrontata e subita perché non si può uscire dall’Impero a volontà.
«Noi sappiamo – fa dire a Pericle – che l’Impero è tirannide, ma non si esce dall’Impero impunemente». Ma l’Impero alla fine crolla.
La riflessione tucididea sulla tragedia di una necessità imperiale che va al disastro è racchiusa nella pagina più famosa della sua opera, ossia il dialogo tra i Meli e gli Ateniesi. Gli Ateniesi sostengono le ragioni della forza, i Meli quella del diritto. Tucidide non prende posizione, ma fa parlare entrambi.

FONTE - Corriere della Sera

CALABRIA- SOS SANITÀ

 

Siamo felici che il Governatore e Commissario ad Acta per la sanità in Calabria Roberto Occhiuto abbia lanciato la manifestazione di interesse sui Social Netwok aperta a tutti i medici d'Europa e del mondo, con un appello particolare ai medici calabresi che svolgono la loro professione fuori, disponibili a venire a prestare servizio presso le Aziende sanitarie della Regione Calabria.
Beh, che dire di più?
Noi speriamo, ALMENO, che se qualche medico dovesse arrivare, venga mandato qui a San Giovanni in Fiore, nel nostro ospedale e anche nei presidi delle aree interne e montane della Calabria, visto e considerato quello che è sempre successo e ancora oggi succede, per implementare i servizi di Primo Soccorso e di Emergenza/Urgenza.
Anche se c’è da dire che se per i medici calabresi ci è voluto coraggio per partire, ci vorrà ancora più coraggio per tornare indietro e riparare quello che si è rotto.
E poi, infine, vorremmo capire come mai, giustamente, si invitano i medici calabresi a rientrare nella loro terra, nella loro regione, mentre, in un certo senso, contestualmente, tutti gli altri medici d’Europa e del mondo dovrebbero lasciare le loro terre, le loro regioni e le loro nazioni per venire a prestare servizio qui in Calabria?
È DAVVERO E SOLO una questione di qualche soldo e qualche contributo straordinario in più?
Comunque sia, AUGURI CALABRESI!

SGF IN PIAZZA

gennaio 12, 2026

SGF – CARA AMMINISTRAZIONE, ORA PARLO IO!

 

Senza voler strumentalizzare alcunché, ma questo è un esempio PLASTICO di come, in questi ultimi anni, siano stati trattati i vari professionisti, imprenditori, commercianti, artigiani ecc. locali dall’attuale amministrazione comunale.
Apprezziamo il coraggio e l’onestà di questo libero professionista sangiovannese, dicendogli che non è solo e che lotteremo affinché tali atteggiamenti a danno dei sangiovannesi finiscano!
Noi abbiamo sempre evidenziato determinati comportamenti.
Questo di seguito è un nostro ultimo post:
Pertanto, invitiamo anche altri professionisti, imprenditori e soggetti economici locali vari a raccontare, eventualmente, senza paura, le loro storie!
NON SIETE SOLI!

gennaio 11, 2026

SGF – IL RISVEGLIO DOPO UN LUNGO LETARGO.


Mentre il paese veniva affossato sotto i diversi aspetti, c’è chi è entrato, sin dall’’inizio della distruzione, in una fase di lungo letargo, o ibernazione, chiamatela come desiderate.
Insomma, sparito dalla circolazione per anni!
Questo, ovviamente, perché non gli fregava granché del destino della comunità, o forse, molto più probabilmente, per essere condiscendente con una certa azione politica e amministrativa esiziale, o, forse, anche, per non disturbare il manovratore, il puparo, qualche stratega!
Frattanto tanti fessi cittadini, tra cui noi, che vivono la comunità dalla notte dei tempi, insieme a chi faceva dura opposizione nel consiglio comunale, contestavano, quotidianamente, e contestano ancora oggi, un determinato operato politico-amministrativo, beccandosi intimidazioni, denigrazioni, minacce e ingiurie di ogni sorta.
Oggi, di punto in bianco, tali addormentati si risvegliano dal lungo letargo (pericoloso svegliarsi dal letargo in pieno inverno) e dichiarano che il silenzio parla più delle parole, riscuotendo e incassando persino il plauso di chi, in questi ultimi cinque anni e passa, ha ridotto il paese in macerie.
È VERO! A VOLTE IL SILENZIO È D’ORO!
Comunque sia ci sono silenzi e silenzi!
Perché spesso e volentieri capita che la nostra vita sociale, democratica, civile, legale, di trasparenza e istituzionale finisce il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano!
E la tragedia di questi tempi, nella nostra comunità, ahinoi, purtroppo, oltre ad essere nel silenzio di comodo delle istituzioni locali e regionali, è nel silenzio spaventoso delle persone, dei cittadini, di chi si addormenta, di chi sonnecchia, di chi è incolpevolmente inconsapevole, di chi, soprattutto, se ne frega, di chi va in un lungo letargo, peggio ancora se volutamente, rispetto a tutto quello che è accaduto e ancora accade
Inutile svegliarsi dal letargo fuori tempo! Quando tutto è quasi compiuto!
Può anche succedere che qualcuno ti tiri fuori dal letargo, ma per parlare agli altri con il proprio silenzio, con il silenzio che parla più delle parole, bisogna essere, prima di tutto, CREDIBILI!
E la credibilità COSTA sacrifici, lotte e impegno quotidiani contro le ingiustizie, contro la lesione dei diritti della comunità, delle sue tradizioni, della sua Cultura, della sua democrazia, legalità e trasparenza!
Costa impegno e lotte contro le intimidazioni, contro i soprusi, contro le denigrazioni, contro l’arroganza, CONTRO IL SILENZIO, contro la disattenzione, contro il letargo, contro la neghittosità, la paura e l’indifferenza!
E molte macerie sono generate proprio dall’ignavia, dall’addormentarsi, dall'assopirsi, dall’andare in un lungo letargo per anni!
E il risveglio improvviso, magari interessato e sospinto, può rendere anche piacevoli e visibili, ma non certo CREDIBILI!
E oggi la politica, la nostra comunità, la popolazione di San Giovanni in Fiore NECESSITANO, dopo anni di sofferenza e di mala gestio della cosa pubblica, DI PERSONE CREDIBILI!
Non certo di AVVENTATI, INUTILI, INTERESSATI, INDOTTI ed ESORTATI RISVEGLI!
Fortunatamente ancora siamo in democrazia e ognuno ha il sacrosanto diritto di comportarsi come meglio ritiene opportuno!
Come ognuno ha il sacrosanto diritto di fare attenzione alle frottole, alle panzane, alle favole, all’incoerenza, ai trasformismi e ai camaleontismi… di comodo!
SGF IN PIAZZA

SPETTACOLO!

Buona domenica a tutti!



NEVE, ZTL E VIABILITA'

 


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