(Per chiarezza)
Prima di ogni cosa, Buona Pasquetta a tutti voi!
Come tutti già sapete, anche se oramai è alla fine naturale della sua durata, l’attuale amministrazione comunale ha approvato il bilancio di previsione triennale 2026/28 grazie alla presenza di alcuni consiglieri d’opposizione che hanno consentito il numero legale per approvarlo.
Se tali consiglieri d’opposizione avessero abbandonato il consiglio, l’attuale amministrazione non avrebbe potuto approvare il bilancio non avendo la maggioranza in consiglio durante la votazione.
E ciò non sarebbe stato un fatto irrilevante, insignificante o trascurabile!
Tutto questo sarebbe stato UN FATTO POLITICO MOLTO ECLATANTE in quanto si sarebbe messo, realmente a nudo, la non maggioranza dell’amministrazione comunale!
E pensiamo che tutti i mass media ne avrebbero parlato in tutta, almeno, la Calabria, e la figuraccia dell’amministrazione comunale sarebbe stata ancora più clamorosa e sensazionale.
E per una amministrazione comunale che ha sempre raccontato favole e quotidianamente racconta favole e presenta una realtà tutta rose e fiori, sarebbe stata la fine politica definitiva, dimostrando di non avere più persino i suoi pezzi, rendendola ulteriormente non più credibile agli occhi dei cittadini sangiovannesi e non solo.
E ciò, ancora, avrebbe dimostrato una forte, concreta e reale opposizione, da parte della miniranza, a tutto L’AMBARADAN.
Non per nulla un consigliere della minoranza, l’unico, ha abbandonato la sala consiliare.
Ecco perché riteniamo tale atteggiamento di parte della minoranza un grave errore! Un grave errore politico!
Malgrado qualcuno, credendosi perfetto e infallibile, sia allergico alla critica politica, alla nostra critica, critica anche non condivisibile per carità, ma critica politica, democratica, civile e legittima, certo non critiche o offese nei confronti della persona di chicchessia. Cose che non ci appartengono!
Malgrado qualcuno prenda dei grossi abbagli e, forse, non volendo ammettere il fatto, narri di invidia, vergogna, odio, nemici, onestà, successi e fichi secchi vari che non c’entrano nulla con la critica politica! (Prossimamente scriveremo anche di certa fantomatica invidia).
Ma cosa sarebbe successo dal punto di vista della legge e dal punto di vista amministrativo se quel giorno non si fosse approvato il bilancio di previsione?
Ecco qui di seguito la spiegazione!
La mancata approvazione del bilancio di previsione entro i termini di legge (solitamente il 31 dicembre o data prorogata al 28 febraio o 31 marzo prossimi, come è avvenuto per il comune di San Giovanni in Fiore) comporta la gestione provvisoria, bloccando le spese non obbligatorie.
Se il ritardo persiste, il Prefetto assegna un termine (di norma 20 giorni) prima di nominare un Commissario ad acta e avviare lo scioglimento del Consiglio comunale.
Ecco le conseguenze dettagliate:
Gestione Provvisoria (o Esercizio Provvisorio):
L'ente può effettuare solo spese obbligatorie per legge (personale, residui passivi, rate di mutuo, imposte) o necessarie per evitare danni patrimoniali.
Blocco degli Investimenti:
Non è possibile attivare nuove spese di investimento, effettuare variazioni di bilancio o utilizzare il fondo di riserva.
Intervento del Prefetto:
Il Prefetto diffida il Consiglio ad approvare il bilancio entro un termine massimo, solitamente 20 giorni.
Commissariamento e Scioglimento:
Se il termine scade senza l'approvazione del bilancio di previsione, il Prefetto nomina un Commissario per la gestione provvisoria e avvia la procedura per lo scioglimento del Consiglio, comportando la decadenza del Sindaco e, nel caso, del Sindaco f.f.
In sintesi, l'ente entra in un regime di gestione provvisoria (più rigida del normale esercizio provvisorio), con conseguente blocco della spesa di investimento, mentre il ritardo strutturale porta alla rimozione forzata degli organi politici.
SGF IN PIAZZA
P.S.
Nel caso di San Giovani in Fiore, essendo alla fine della legislatura, molto probabilmente, ma non ne siamo sicuri, in sostanza non sarebbe successo nulla e il bilancio di previsione sarebbe stato approvato comunque con altra seduta o entro i 20 giorni.
Il fatto politico, però, sarebbe rimasto! E alla grande! E non sarebbe stato poco!
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